ARNALDO CASALI

NEL MIO PICCOLO
giovedì, 24 settembre 2009

MOLTO RUMORE PER NOIA

 
Altro che scandalo, l’attesissimo ritorno ad “Es.terni” dei Via Negativa – la compagnia slovena che l’anno scorso fece scalpore per la “pipì sul palcoscenico” – non ha scandalizzato quasi nessuno; in compenso ha annoiato quasi tutti.

Sicuramente, come avevamo profetizzato ieri, ha spiazzato chi si aspettava qualcosa di sconvolgente e clamoroso. Sull’onda del tam tam mediatico (lo stesso manifesto del festival, quest’anno, è dedicato all’evento) accorrono in tanti, venerdì sera all’ex Siri. Solo una settantina i fortunati che riescono a entrare, mentre i mancati spettatori si radunano all’ingresso del Caos per seguire lo spettacolo  su uno schermo.
 
Miracolosamente, però, dopo l’intervallo non solo tutti gli esclusi riescono a trovare posto, ma stanno anche molto comodi, visto che il numero complessivo dei presenti è diminuito ad una cinquantina di persone. Dal che si deduce che quasi la metà degli spettatori presenti all’inizio se ne è andata appena è stato possibile. Come biasimarli? Il primo atto di “Via Nova”, più che una performance, è una lunghissima conferenza (in sloveno, sottotitolata) sul rapporto tra arte e artista; quasi una sublimazione dell’idea - comune a molti artisti sperimentali - che la pesantezza, lo snobismo e l’intellettualismo esasperato debbano essere un imperativo del teatro di avanguardia. Comune a molti, ma per fortuna non a tutti, tanto che a dare prova di quanto l’arte contemporanea – quando ci sono le idee e il talento – sia capace di inventare, divertire, coinvolgere ed emozionare ci ha pensato lo spettacolo che nel pomeriggio ha aperto i lavori del festival: “Domini Public” di Roger Bernat. Impossibile da descrivere, imperdibile da vivere.
 
Quasi il contraltare di un’apertura così scoppiettante è quindi la lunga performance in tre atti dei Via Negativa, basata sull’assunto che il fine (cioè il teorema, o il classico ‘messaggio’, in questo caso le riflessioni sull’arte e l’artista) giustifichi i mezzi, in questo caso due ore di masturbazioni mentali e di autocelebrazioni senza un briciolo di teatro e nemmeno di provocazione autentica. Perché il sangue, sì, c’è, ma è sullo schermo, dove la compagnia proietta le immagini del suo spettacolo più discusso (in cui un serbo e un croato si accoltellano in scena) e poi legge compiaciuta la rassegna stampa. E anche la pipì, questa volta, è solo mimata: l’attore getta a terra il suo libretto di lavoro, finge di volerci urinare sopra e poi dice: “I cani, quando segnano il territorio, non pisciano mai sullo stesso albero”. E ride.
 
Nel finale, un giornalista interpretato da Lucio Mattioli intervista l’attore della compagnia, che disserta sulla sua crisi esistenziale, si spoglia nudo, si prende a pugni, si attacca una stella cometa sul pene (“perché lui è la star”), si improvvisa ballerino classico, si ficca i soldi nel sedere e poi, come fosse il pupazzo di un ventriloquo, lo fa parlare muovendo le natiche con le mani. Nel finale si sdraia a terra con un alberello in bocca e chiede al pubblico di innaffiarlo, mandando in visibilio gli amanti della metafora e del simbolismo, ovvero tre o quattro persone in sala. Le altre sbadigliano e applaudono.
 
Qualcuno si compiace perché – anche se non gli è piaciuto - è riuscito a capire il senso dello spettacolo, qualcun altro, depresso, sta accusando la sua ignoranza perché non è riuscito a capire niente. 
 
All’annunciato dibattito resistono in 25, come i lettori del Manzoni. E alla fine, in molti sostengono che sia stata la parte più bella della serata. Forse perché si è parlato di tutto, ma assai poco dei Via Negativa.
 


postato da: ARNALDOCASALI alle ore 18:25 | link | commenti | commenti
categorie: recensioni
venerdì, 18 settembre 2009

piccoli gasamenti da umile megalomane

Ieri sera sono andato a vedere Drag me to hell con la mia cara amica e collega E. Uscendo dal cinema mi ha fermato per osservare una ragazza che stava facendo il biglietto. "Aspettiamo che si gira, perché forse è una mia vecchia amica".

La ragazza si gira e lei le va incontro salutandola. E' proprio una vecchia amica, che non vede da qualcosa come cinque-sei anni. Si fermano a chiacchierare e l'amica le racconta tutto quello che ha fatto in questi anni: "Ho fatto questo, ho fatto l'altro... mi sono anche fidanzata" dice additando il ragazzo che le è accanto, e che presenta subito a E. 

"Anche io" risponde E. Poi mi guarda, e onde prevenire l'equivoco si affretta a precisare: "Ma non è lui. Lui è un collega del giornale: Arnaldo".

La ragazza mi dà la mano e fa: "Arnaldo Casali?".

E io, un po' meravigliato: "Sì".

E lei: "Sai, leggendo il giornale, alla fine ci si ricorda i nomi. Mi piacciono i tuoi articoli! Leggo anche il tuo blog, i tuoi resoconti di viaggio sono molto belli!".

Credo che mi viene presentato qualcuno che aveva letto questo blog senza conoscermi.

Però, dico: se ci siete battete un commento! Sennò io finirò per meravigliarmi ogni volta che qualcuno mi dice di aver letto il mio blog!

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 00:25 | link | commenti | commenti
categorie: diario
mercoledì, 16 settembre 2009

DRAG ME TO HELL

 
guarda il trailer

Sì, sarà pure un film etico e politico, una satira nera contro le banche; sarà pure il ritorno di Sam Raimi alle origini, ai super-splatter quasi umoristici della "Casa"; sarà una bella operazione anche sotto il profilo sociale-umano, con un regista diventato multi-miliardario con Spider-man che - in tempi di crisi - rinuncia ad affidarsi a produttori amici per tentare un'operazione rischiosa e al tempo stesso geniale, finanziando il film di tasca propria con i soldi ottenuti con le prevendite ai distributori di tutto il mondo.

Ma questo non impedisce a Drag me to hell di essere una boiata pazzesca!

Aridatece l'Uomo Ragno!

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 22:25 | link | commenti | commenti
categorie: recensioni
domenica, 13 settembre 2009

analisi

Ieri sono andato a donare il sangue, ma - per la prima volta in 13 anni - dopo aver visto l'emocromo il medico me lo ha rifiutato.

Mi sono un po' preoccupato e ho fatto vedere le analisi ad un amico medico. Dopo averle viste mi ha detto: "Stai tranquillo, da qui non risulta che tu abbia nessuna malattia grave". E io: "Allora significa che sono sano?", "No, significa che la maggior parte delle malattie gravi non si vedono nelle analisi del sangue!".

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 23:56 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: diario

Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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