ARNALDO CASALI

NEL MIO PICCOLO
venerdì, 30 novembre 2007

L'INTERVISTA POSSIBILE

 

Sono interviste impossibili, quelle di Dario Vergassola. Perché la risposta non c’è mai, e perché la domanda - se è una donna ad essere intervistata - è inevitabilmente sempre la stessa: “Me la darebbe?”, vero e proprio tormentone finito in tutte le espressioni artistiche che il comico di La Spezia ha attraversato in più di quindici anni di carriera, dalla televisione al cinema, dalla letteratura (Me la darebbe? è il libro che raccoglie il meglio delle interviste) alla musica: Non me la danno mai, amara e scanzonata risposta all’eterna domanda, è infatti il titolo della sua più celebre canzone.

Proposte ogni domenica agli ospiti di Parla con me, il programma che Vegassola conduce tutte le domeniche insieme a Serena Dandini, le “interviste impossibili” approdano domani sera alle 21 al teatro sociale di Amelia nell’ambito della rassegna dedicata alla comicità.

“Io sono un operaio venuto dalla provincia - racconta il comico, per una volta dall’altra parte del microfono - che ha  avuto la possibilità di incontrare tutte le grandi super-belle del mondo della televisione.  Alcune, devo dire, hanno il cervello inversamente proporzionale alla tette, altre sono sveglie e interessanti, e alle mie domande rispondono a tono”.

Qualche esempio?

“Valeria Marini  è fuori sincrono con il mondo. Le ho detto: ‘Lei sa cantare, ballare e recitare. Perché ce l’ha tenuto nascosto fino a oggi?’. Beh, lei si è messa a spiegare i motivi! A Hellen Hidding invece ho detto: ‘lei è nordica, per me rappresenta l’Ikea. Se me la porto a casa me la posso anche imbullonare?’ e lei: ‘Certo non con la tua brugola’”.

Da dove nasce questo tipo di forma comica?

“Ha presente i bar di provincia, dove ci sono quegli stancacervelli che fanno le battute in continuazione? Ebbene, io sono uno di quelli. Presi in dose omoepatiche siamo simpatici ma dopo un po’ rompiamo anche le balle. Al bar dove gioco a biliardo io ce ne sono venti migliori di me; poi per i casi della vita hanno fatto sì che io che un giorno, con la mia 127, andassi a Milano a fare lo stupidotto allo Zelig”.

Una comicità, la tua, basata molto sull’autoironia.

“Preferisco fare battute pesanti su me stesso anzichè aggredire il pubblico. Quando dico che io sto alle donne come un diabetico sta alla meringata c’è già metà della gente che si riconosce, così come quando dico che sono talmente ipocondriaco che la prima volta che mi sono fatto una canna mi sono messo davanti al pronto soccorso”.

L’autorionia è anche una forma di difesa?

“Certo, è come Cyrano de Bergerac con il naso. Se mi dicono che sono basso io rispondo: perché non mi dici ‘mezzasega’ così ti rispondo ‘finiscimela’? Ma è anche una questione caratteriale. Poi noi liguri siamo un po’ strani: a La Spezia l’unica cosa aperta la sera è il bancomat, e noi siamo lì davanti al bancomat a dire stupidaggini. Facciamo virtù di depressione”.

La controbattuta più divertente che ti hanno fatto?

“Capita molto spesso, anche perché con Serena Dandini cerchiamo anche di dare molto spazio agli ospiti. Sono loro che devono uscirne bene: il gioco è farli divertire, non trattarli male. Penso a Prodi, per esempio: lui utilizzava le mie domande per umanizzare questa sorta di ‘Casta’ politica che ormai non sopporta più nessuno”.

C’è qualcuno che ha reagito male?

“Chi proprio non ha capito il gioco è stato Gianluca Grignani, che è arrivato in studio giù ombroso e maldisposto. Gli ho detto: ‘E’ vero che il rock è morto? E le è arrivato l’avviso di garanzia?’. Si è offeso!”.

Ti è capitato anche di intervistare altri comici. Memorabile la domanda a Enrico Lucci: "Lei è nato a Velletri. Parente di Fra Cazzo?"

“Sì, ma lì si rischia di creare un ping pong infinito, quindi con i comici spesso tendo a glissare”.

Quale è stato il momento più importante della tua carriera?

“Forse quando ho vinto il festival di San Scemo. E poi la prima volta che sono andato al Maurizio Costanzo Show: ho sentito che qualcosa stava cambiando”.

Chi ti fa ridere?

“Il Mago Forest. Secondo me è un comcio straordinario”.

Hai un sito web molto bello, come è entrato internet nel tuo lavoro?

“Sono un primitivo: ho mandato 2 e-mail in tutta la mia vita e coadiuvato da moglie e figli. Il sito l’ha fatto un ragazzo giovanissimo e io gli ho solo chiesto di farlo più semplice e carino possibile. Ho un indirizzo di posta elettronica, ma la legge mia moglie.
Quello di internet è un treno che ho perso”.

Recentemente ti sei schierato in una questione che riguarda l’ospedale della tua città. Quale crede che debba essere il ruolo del comico nei confronti della politica e dell’impegno civile?

“Più che dei comici si tratta della televisione, che ha un potere talmente forte che vale la pena di utilizzarlo per dire anche cose importanti, ad esempio sostenendo organizzazioni come Emergency e Medici senza frontiere. Ma io non credo che il comico debba avere una specificità politica; certo può aiutare a non dimenticare certe questioni, ma senza diventare un leader”.

Come hai visto il V-Day?

“Come una buona intercettazione di un disagio generale.  E’ importante che ci sia qualcuno che faccia da gran cassa. Il ruolo di Grillo è quello di alzare i polveroni, ma poi ci dovrebbe essere una classe politica in grado di mettere ordine in questo polverone”.


(da Il Giornale dell'Umbria di venerdì 30 novembre 2007) 
postato da: ARNALDOCASALI alle ore 19:10 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: cronaca
venerdì, 30 novembre 2007

MINISTRO O NIENTE

Quando Prodi ha fatto il governo, Mastella voleva a tutti i costi diventare Ministro della giustizia. Ha detto: "O divento Ministro della giustizia, o niente!".

E' riuscito a diventare tutti e due.

Roberto Benigni

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 17:34 | link | commenti | commenti
categorie: frasi
lunedì, 26 novembre 2007

TERNI è PERUGIA

Cento chilometri da Roma.

Quando un ternano deve spiegare a qualcuno dove si trova la sua città il parametro è sempre la capitale. Mai Perugia.

Che volete farci; è una questione storica. Anche da un punto di vista ecclesiastico, Terni non è sotto la metropolia di Perugia, ma sotto quella di Roma. E almeno la metà degli studenti universitari ternani preferiscono Roma al capoluogo.

E proprio una questione storica, culturale anche antropologica, se Terni e Perugia non si possono vedere: i perugini sono etruschi, i ternani romani. Siamo tutti umbri, ma anche i dialetti sono completamente diversi; d'altra parte passa proprio qui la linea che divide l'Italia del nord da quella del sud. I perugini sono nordici, noi meridionali.

Insomma, calcio a parte, è proprio una rivalità viscerale che ci separa.

Dunque Perugia c'ha tante cose: la storia, i papi, la cioccolata, adesso pure gli omicidi alla Twin Peaks. Noi a Terni, invece abbiamo poche cose. Tra queste c'è il cinema.

Da La vita è bella in poi, Terni è diventata un po' una piccola città del cinema: tra gli studios di Papigno e le location esterne, sono sempre di più i registi che vengono a girare qui: tanto per citare i più recenti, La terza madre di Dario Argento e La sconosciuta di Tornatore.

La stessa sede regionale di Umbria Film Commission, è bene sottolinearlo, si trova a Terni, e non certo a Perugia.

Ebbene, in ormai dieci anni di onorata carriera di città del cinema, Terni ne ha interpretate, di città. Quasi mai, però, ha avuto il piacere di interpretare sé stessa. L'unica volta che l'ha fatto è stato con Acciaio di Luigi Pirandello, film  - uscito nel 1933 - non solo girato a Terni, ma ambientato e dedicato a Terni.

In tempi recenti, invece, Terni ha “interpretato” la Toscana  per Comencini e Benigni, la Germania per Visconti, la Polonia, come in Giovanni Paolo II. Molto più spesso  - sopratutto quando si è girato per le vie della città – le è stato invece affidato il ruolo di “città anonima”. Una città qualunque,come nella fiction L’amore oltre la vita, in Troppo belli e, ancora, ne La sconosciuta di Tornatore.

La città che senza dubbio Terni ha intepretato più spesso è Roma: anche perché il motivo per cui così spesso la nostra città ospita riprese cinematografiche è perché girare a Roma costa sempre di più ed è sempre più complicato. Così i registi ambientano i film nella capitale, ma poi della capitale reale utilizzano solo il luoghi più caratteristici (il Colosseo, piazza di Spagna, San Pietro), mentre per gli scorci meno riconoscibili scelgono sempre più spesso Terni.

Non solo Roma, comunque: in questi anni Terni si è trovata ad "interpretare" anche Torino e persino Reggio Calabria, in Gente di Mare 2!

Il più grande smacco, però, arriva oggi con Lezioni di cioccolato, interamente ambientato a Perugia, e in gran parte girato a Terni!

La cosa più paradossale e che ad interpretare scorci del centro storico di Perugia sono alcuni dei luoghi più caratterostoco del centro storico ternano, come piazza San Francesco e piazza Duomo.

Ebbene sì. Terni che interpreta Perugia!

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 15:27 | link | commenti | commenti
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sabato, 24 novembre 2007

MAX TI QUETTE

Volevo raccomandare a tutti quelli che postano in questo blog di seguire il thread e non andare off topic, rispettando sempre la netiquette.

Inoltre chi volesse fare outing è pregato di farlo nel rispetto della privacy.

Occhio al tag e seguite il trend.  Se poi siete interessati a collaborare con Adesso, sappiate che è un progetto aperto, che potrebbe anche diventare un brand, restando sempre - si intende - nel campo del web, del free paper e dell'open source.

p.s.

Scusate se non ci sono ancora le FAQ e nemmeno il disclaimer. D'altra parte questo è ancora un sito work in progress.

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 19:42 | link | commenti | commenti
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sabato, 24 novembre 2007

ARNALDO CATINARI

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 17:40 | link | commenti | commenti
categorie: arnaldo

Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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