ARNALDO CASALI

NEL MIO PICCOLO
martedì, 25 settembre 2007

CAMMINANTE

Non cerco più la festa del tuo sguardo
né tantomeno il volto che mi è amico

così m'incontro solo, solo e perduto
come quando gli uccelli se ne migrano
lasciando il loro nido

però resto contento per quello che è passato
mi porto appesa al cuore una promessa
e qualche bacio rubato

e voglio restar quieto e sognar disperso
sognar che stiamo noi due soli e nel mare aperto

toglietemi passioni, amici, il riso del saluto,
ma non si può perdere quello che
mai in fondo si è tenuto

non si può perder niente se
niente si è mai avuto

Vinicio Capossela

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 20:36 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: frasi
lunedì, 24 settembre 2007

ITALO E AMERICANO

Bud Spencer e Terence Hill sono due attori italiani.

In compenso Leonardo Di Caprio, Christina Ricci, Giovanni Ribisi e Annabella Sciorra sono tutti attori americani.

Qualcosa non mi torna.

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 15:49 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: diario, frasi
sabato, 22 settembre 2007

GRAZIE ALLE EX

Vorrei ringraziare tutte le donne che mi hanno lasciato, perché se non fosse stato per loro io starei ancora lì a discutere.

Vinicio Capossela

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 16:58 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: frasi, dediche
giovedì, 20 settembre 2007

TUTTI PAZZI PER MARY

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 17:12 | link | commenti | commenti
categorie: cronaca
martedì, 18 settembre 2007

LA MIA PRIMA INTERVISTA

MASSIMO DAPPORTO, UN ATTORE TRA NOI

Suo padre è stato uno dei più grandi comici del dopoguerra, compagno di lavoro di Anna Magnani, Vanda Osiris e Totò. Lavorò nella rivista e nel cinema ma entrò nella leggenda come Re delle barzellette. Lui, invece, Massimo, ha sempre privilegiato ruoli drammatici. A teatro, al cinema, e soprattutto in televisione.

La popolarità glie l’ha data soprattutto il ruolo di medico in Amico mio, mentre la consacrazione è arrivata con le due serie di Un prete tra noi, andate in onda su Raidue. Il suo ultimo lavoro è stato Ciao professore, miniserie di Canale 5 dove interpreta il ruolo di un insegnante diviso tra la famiglia e i suoi studenti.

Lo abbiamo incontrato a novembre in occasione della rappresentazione ternana di Plaza Suite, una commedia di Neil Simon,  in cui per una volta lo abbiamo visto (un po’ impacciato per la verità) in un ruolo comico, anzi, per la precisione, in ben tre ruoli:  un marito frustrato degli anni '50, un playboy hollywodiano dei '70 e un “padre della sposa” dei giorni nostri.

Il potere della televisione si fa sentire: dopo lo spettacolo il suo camerino viene invaso dai fan, alcuni dei quali non hanno neanche visto lo spettacolo e sono arrivati dall’entrata posteriore del teatro: «Mi faccia un autografo per mia figlia!», «Il professore! il professore!». Dapporto, con la pazienza e l’umanità che lo contraddistinguono ha una foto autografata e un bacio per tutti.

Quando finalmente la mischia è finita trova anche il tempo per un’intervista.

Dapporto dimostra ancora una volta la sua notevole pazienza quando durante il colloquio si ferma il registratore e il popolare attore fa di tutto per cercare di farlo ripartire. «Eppure guarda - mi fa - ne ho io uno uguale, ci dovrebbe essere un tasto che si è spinto per sbaglio», ma i suoi sforzi sono vani e l’intervista prosegue con blocco e penna.

Perché Plaza Suite?

"Con la mia compagnia abbiamo iniziato a rappresentare Neil Simon qualche anno fa, con Il prigioniero, e abbiamo scoperto  che  i suoi personaggi mi sono congeniali. Simon, tra l’altro, è un autore che ultimamente viene rappresentato abbastanza in Italia e il motivo è che i suoi testi restano sempre attuali. Plaza Suite è stata scritta più di trent'anni fa, ma i tre episodi che la costituiscono raccontano storie universali, senza tempo, in cui il pubblico può riconoscersi facilmente. Credo che in questo Simon sia il più europeo degli autori americani".

Lei ha fatto teatro, cinema, televisione e pubblicità. Quindi ha sperimentato tanti modi di rapportarsi al pubblico. Quale  crede che sia il privilegiato?

"Non sottovaluterei quello che dà la televisione. Ma il rapporto con il pubblico non è immediato. L'esito ce l’hai solo il giorno dopo; in compenso è vero che te lo trascini nel tempo. Il rapporto vero, però, quello immediato, te lo dà solo il teatro".

Con la televisione raggiunge sicuramente un pubblico più vasto.

"Sì, ma non è un rapporto vero. Certo aiuta: la gente mi conosce in televisione e poi magari viene a vedermi in teatro".

In televisione ha sempre rivestito ruoli  nazional-popolari, al cinema invece ha fatto spesso film difficili, come Soldati 365 all’alba, o Celluloide, dove vestiva i panni del produttore di Roma città aperta; un film che è rimasto nell’ombra a causa della cattiva distribuzione.

"Certi film purtroppo nascono per non essere visti, e se non ci fossero dei finanziamenti statali non verrebbero nemmeno prodotti".

Nella sua carriera ha interpretato tanti  personaggi: quale è quello che gli è più rimasto nel cuore?

"Non mi viene in mente un personaggio specifico, ma i tanti che ho interpretato da giovane nel teatro d'avanguardia. E poi, certo, quelli che mi hanno dato la popolarità in televisione".

E un personaggio che vorrebbe interpretare?

"Un disoccupato. Fino ad ora ho sempre fatto personaggi che si caratterizzavano  per il loro lavoro: il prete, il medico, il professore. Vorrei essere un perdente che alla fine, però, riesca a riscattarsi".

Cosa ha ereditato da suo padre?

"La carica umana, credo".

La prima serie di Un prete tra noi uscì in contemporanea alla biografia di don Milani interpretata da Castellitto. Un giornalista disse che stanno tornando di moda i preti...

"Non so se sia una moda, però credo di aver fatto un servizio al clero, con quella serie. Portando la vita di un prete in televisione si mostrano al pubblico anche tutte le difficoltà che incontrano, i problemi che vivono queste persone, tutte quelle cose, insomma, che di solito non si conoscono".

Non a caso un anno fa Massimo Dapporto fu chiamato dal vescovo di Terni a dare la sua testimonianza al Gospel Feast di Amelia, dove in una tavola rotonda cui presero parte anche Albano Carrisi, Rosanna Virgili e Lilia Sebastiani, Dapporto parlò dell’esperienza spirituale che aveva vissuto vestendo i panni del teologo trovatosi a fare il cappellano carcerario nella celebre fiction di Raidue.

(da Adesso n.13 - gennaio 2000)

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 15:03 | link | commenti | commenti
categorie: cronaca

Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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