
La aspettava da San Valentino, il pubblico ternano, Fiorella Mannoia. E martedì sera, al teatro Verdi, l’ha accolta con quasi tre ore di applausi, per uno di quei concerti capaci di trasformarsi in una vera e propria festa, con la platea che al terzo bis si alza e si mette a ballare e la cantante che, dal palcoscenico si mette in posa per le foto dei fan. Accompagnata da una straordinaria band capeggiata da Piero Fabrizi, da quasi vent’anni chitarrista, autore, arrangiatore e produttore dei suoi dischi, la più grande interprete della musica italiana spazia dai brani del nuovo album Onda tropicale (interamente dedicato alla musica brasiliana, in cui duetta con leggende viventi come Caetano Veloso, Chico Buarque, Carlinhos Brown e Gilberto Gil) ai grandi successi della sua lunga storia musicale: I treni a vapore di Ivano Fossati, Sally di Vasco Rossi, Messico e nuvole di Paolo Conte, Non sono un cantautore, passando per Oh che sarà a Belle speranze, fino ad un’inedita versione de Il cielo d’Irlanda, totalmente acustica. E se a chiudere, come sempre, il concerto, è la storica Quello che le donne non dicono, premio della critica a Sanremo 1987, ma poi - richiamata per l’ennesima volta sul palcoscenico dall’entusiasmo dalla platea - Fiorella le regala anche l’altrettanto storica Il tempo non torna più, del 1988. Nello stile della cantante romana, non manca poi lo spazio dedicato alla politica e all’impegno civile: si comincia con l’introduzione di 13 di maggio di Caetano Veloso, dedicato al giorno in cui il Brasile, nel 1988 abolì la schiavitù.
“La schiavitù è stata abolita - ha detto Mannoia - ma gli schiavi ci sono ancora. E li trovate passeggiando, in ogni angolo delle strade: dai bambini che chiedono l’elemosina alle prostitute”. E se l’ultima volta che era salita su un palcoscenico a Terni (sempre per gli Eventi valentiniani) aveva chiuso il concerto esponendo la bandiera della pace, questa volta è il vessillo di Emergency ad essere mostrato, con un appello per sostenere l’organizzazione di Gino Strada per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, l’operatore che aveva mediato per la liberazione di Mastrogiacomo e che si trova ancora prigioniero.
“Questa - conclude - è gente che nei paesi in guerra lavora sul serio, non con le chiacchiere”.
(da Il Giornale dell'Umbria del 26 aprile 2007)
Oggi mi è successa una cosa strana. Ho intervistato una giornalista che mi aveva intervistato.
Mi era già capitato di intervistare giornalisti. E a mia volta, mi era capitato di rilasciare
qualche dichiarazione ad un collega su un argomento che conoscevo meglio di lui.
Intervistare un giornalista
Nella mia "collezione di interviste", per esempio, ci sono anche nomi di importanti giornalisti come Igor Man, Gianni Minà o Joaquin Navarro Valls, tanto per citare i primi che mi vengono in mente.
Farsi intervistare, da giornalista
Tra i casi in cui invece sono stato io ad essere intervistato, me ne vengono in mente tre.
Dunque capita spesso che un giornalista nazionale che arriva in città per fare un servizio, cerchi "appoggio" in giornalisti locali. A me è successo almeno un paio di volte, con Canale 5 e Italia 1. In entrambi i casi si trattava di un argomento che - forse - posso vantarmi di consocere meglio di chiunque altro: gli studios di Cinecittà a Papigno, dove Roberto Benigni ha girato Pinocchio e La vita è bella.
Ebbene, nel secondo caso, una giornalista di Lucignolo (l'orrendo settimanale di Studio aperto), Raffaella Regoli, oltre a chiedermi delle "dritte" su Benigni (che stava girando in quei giorni La tigre e la neve) mi fece anche una brevissima intervista che andò, in minima parte, anche in onda nel programma.
L'anno scorso, invece, sono stato intervistato dalla trasmissione di RadioTre Farenheit in qualità di organizzatore (o per meglio dire portavoce dell'organizzazione) di un convegno sul film Acciaio di Pirandello. La cosa buffa è mi hanno intervistato - al telefono - insieme nientemeno che a Carlo Lizzani, uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano che, tre mesi dopo, ho avuto l'occasione di intervistare a Narni.
Questi erano due casi nazionali. Poi, facendo parte della direzione artistica di un Festival, mi è capitato relativamente spesso di essere intervistato da giornali e televisioni locali. In compenso quest'anno ho avuto l'occasione di essere intervistato da televisioni e radio internazionali, nel senso non italiane.
Il mio festival ha infatti siglato un gemellaggio con il SacroFilm festival di Zamosc, in Polonia e quando sono andato a rappresentarlo - lo scorso gennaio - siamo stati trattati - io e il mio compare - quasi come un divo! Televisioni, radio, sembravamo davvero gente importante!
E pensare che quando erano venuti qui quelli di Zamosc la stampa locale non se li era filati di pezza!
Quando intervisti una giornalista che ti ha intervistato
Dunque io ho una storia sentimentale piuttosto insolita. E da bravo giornalista, me la sono "giocata" quasi subito, tre anni fa, appena in redazione arrivò il nuovo caposervizio. Non ve la racconto perché trovate qui tutto quello che c'è da sapere
Ovviamente in un primo tempo non avevo rivelato al mio capo - né tantomeno ai lettori - di essere coinvolto persolamente in questa vicenda. Poi, ovviamente, la cosa in redazione si seppe.
Ordunque per l'appunto come spesso accade, una giornalista di Festa italiana (il programma pomeridiano di Raiuno) cercava una bella storia d'amore a Terni, città di San Valentino. Il mio capo gli ha subito segnalato la mia, e così io e la Pisiula siamo diventati i protagonisti di una delle "storie" del programma.
I nostri quattro minuti di celebrità!
Avevo anche pensato di raccontare questa cosa in un post. Addirittura - su richiesta di un'amica - di pubblicare su youtube il servizio. Ma poi, un po' per pigrizia, un po' per senso del ridicolo, ho evitato, anche se nella sezione "immagini" trovate le foto di una "session" realizzata proprio per l'occasione (sì perché dopo che il servizio andò in onda mi chiamo anche Gente).
Ebbene, finita quell'esperienza, è rimasto il rapporto con Simona, alla quale abbiamo segnalato diverse vicende che potevano interessare il suo programma, tra cui quella di Fulgenzio Galliani, un reduce della campagna di Russia che cerca un suo commilitone (se pazientate domani vi racconto anche questa storia). Per farla breve, dopo che era uscito il pezzo sul Giornale, Festa italiana aveva dedicato a Galliani un altro servizio.
Ebbene, dopo la messa in onda di quel servizio il programma ha ricevuto molte telefonate da reduci della campagna di Russia e domani ci sarà in diretta la grande Carrambata con l'incontro - presumibilmente tra le lacrime - dei due ex commilitoni.
Ovviamente il mio giornale uscirà domani con un servizio in cui si racconta tutta la storia. E per farmela raccontare, indovinate io chi ho intervistato?
DA UN FESTIVAL ALL'ALTRO
(della serie, sai quei pomeriggio che hai proprio voglia di cazzeggiare con liste inutili?)
VENEZIA
Gian Luigi Rondi, critico
Direttore dal 1971 al 1972
e dal 1983 al 1986
oggi Presidente dell'Ente David di Donatello
Carlo Lizzani, regista
direttore dal 1977 al 1982
Gillo Pontecorvo, regista
direttore dal 1992 al 1996
Felice Laudadio, produtture e scrittore
direttore dal 1997 al 1998
Presidente di Cinecittà Holding dal 1999 al 2002
direttore del Taormina FilmFest dal 1999 al 2006
oggi direttore della Casa del cinema di Roma
Alberto Barbera, critico
organizzatore del Torino Film Festival dal 1982 al 1988
direttore del Torino Film Festival dal 1989 al 1998
Direttore dal 1998 al 2001
Oggi direttore del Museo del cinema di Torino
Moritz De Hadeln, organizzatore di festival
direttore del festival di Locarno dal 1972 al 1977
direttore del festival di Berlino dal 1980 al 2001
direttore a Venezia dal 2002 al 2003
Marco Muller, critico
direttore del festival "Ombre elettriche" a Torino nel 1982
organizzatore del Festival di Pesaro dal 1983 al 1985
direttore del Festival di Pesaro dal 1986 al 1989
direttore del Festival di Rotterdam dal 1989 al 1991
direttore del Festival di Locarno dal 1991 al 2000
ROMA
Goffredo Bettini, dirigente politico
Mario Sesti, critico
direttore del Festival Cinema è/& lavoro dal 2004 al 2005
Giorgio Gosetti, critico
vicedirettore della Mostra di Venezia dal 1992 al 1996
collaboratore della Mostra di Venerzia fino al 2005
direttore del Courmayeur Noir in Festival
Maria Teresa Cavina, responsabile internazionale
Piera Detassis, critico
direttore di Ciak
Gianluca Giannelli, coordinatoe Alice nelle città
TORINO
Gianni Rondolino, storico
fondatore e direttore dal 1982 al 1988
Alberto Barbera, critico
organizzatore del Torino Film Festival dal 1982 al 1988
direttore dal 1989 al 1998
Direttore dalla Mostra di Venezia 1998 al 2001
Oggi direttore del Museo del cinema di Torino
Steve Della Casa, critico
organizzatore del Torino Film Festival dal 1982 al 1998
direttore dal 1999 al 2002
oggi Presidente della Piemonte Film Commission
direttore del festival Cinema è/& lavoro di Terni dal 2006
Roberto Turigliatto, critico
organizzatore del Torino Film Festival dal 1982 al 2002
collaboratore dei festival di Pesaro, Venezia e Taormina
direttore dal 2003 al 2006
Giulia D'Agnolo Vallan, critica
collaboratrice del Torino Film Festival dal 1995 al 2003
collaboratrice con i festival di Verona, Venezia e Pesaro
Nanni Moretti, attore, regista, produttore, esercente e distributore
direttore del Sacher Festival
direttore dal 2007
TERNI - CINEMA E'/& LAVORO
Flavio De Bernardinis, docente
collaborazione nel 2003
Giuliano Montaldo, attore, regista, dirigente
Presidente di RaiCinema
Direttore di Le vie del cinema
patrocinio nel 2003
Mario Sesti, critico
direttore dal 2004 al 2005
membro del direttivo della Festa di Roma dal 2006
Steve Della Casa, critico
organizzatore del Torino Film Festival dal 1982 al 1998
direttore del Torino Film Festival dal 1999 al 2002
oggi Presidente della Piemonte Film Commission
direttore del festival Cinema è/& lavoro di Terni dal 2006
TERNI - CIELO E TERRA
Carlo Chatrian, critico
vicedirettore dell'Alba Film Festival
consulente artistico nel 2005
Alessandro Minestrini
Monica Ceccarelli, segreteria Istess
Matteo Ceccarelli, sceneggiatore e musicista
Arnaldo Casali, giornalista
organizzatore di Cielo e Terra nel 2004
direzione artistica nel 2006
NARNI - LE VIE DEL CINEMA
Giuliano Montaldo, attore, regista, dirigente
Presidente di RaiCinema
direttore dal 1995 al 2005
Alberto Crespi, critico
direttore dal 2005
Uno di quegli incontri capaci di cambiare la prospettiva - e qui è il proprio il caso di dirlo - con cui guardi il mondo.
