ARNALDO CASALI

NEL MIO PICCOLO
martedì, 27 febbraio 2007

INTERVISTA A SIMONE CRISTICCHI

                      
Lo scorso anno sfiorò la vittoria nella sezione giovani e si dovette accontentare del secondo posto con la ballata anticonformista “Che bella gente”, quest’anno – forte della Targa Tenco vinta proprio a Sanremo pochi mesi fa – è dato tra i favoriti nella sezione big.

Ma per Simone Cristicchi, quello che voleva cantare come Biagio Antonacci e che invece è stato paragonato a leggende come Rino Gaetano, Giorgio Gaber e Luigi Tenco, il festival di Sanremo rappresenta soprattutto una grande vetrina per presentare il suo progetto dedicato ai manicomi.

Un progetto iniziato un anno fa, con lo spettacolo “Centro Igiene Mentale” che dovrebbe approdare presto anche in Umbria, e che oggi è diventato un libro e un documentario che saranno entrambi presentati nella città dei fiori durante il festival.

Classe 1977, fumettista allievo del grande Jacovitti prima ancora che cantautore, Cristicchi sul palcoscenico dell’Ariston c’è arrivato al termine di un percorso tutto in salita, cominciato nel 2002, quando presentò il brano “Leggere attentamente le istruzioni” al programma “Destinazione Sanremo” e fu eliminato. L’anno dopo ci riprovò presentando quello che sarebbe divenuto poi uno dei suoi più grandi successi – “Studentessa universitaria” al Festival di Tony Renis, e fu di nuovo bocciato.

 

Che emozione provi a salire di nuovo sul palco dell’Ariston ad un anno dal secondo posto nella sezione giovani?

“E’ una bella emozione, anche perché oltre alla canzone porto anche una serie di altri progetti che sono riuscito a concludere, e quindi l’emozione per me non sarà solo quella della canzone”.


In questi giorni presenti infatti il libro “Centro di igiene mentale” e il documentario “Dall’altra parte del cancello”. Cos’è più emozionante, avere una vetrina così importante per i tuoi progetti o la gara?

 

“Forse la cosa più emozionante, in realtà, sarà la prima proiezione del documentario. Non perché non mi interessi il festival o la canzone – che è anch’essa molto importante ai fini del progetto – ma sai, vedere sullo schermo di un cinema una cosa che ho realizzato all’inizio quasi per gioco e che poi è diventata una cosa molto seria, è un’emozione nuova; come d’altra parte, vedere il mio libro negli scaffali di una libreria”.

 

Tu sei anche dato per favorito. Come vivi questi pronostici?


“Non saprei, non ci penso molto. Per me la cosa più importante è avere la possibilità di parlare di questa cosa. Certo, non voglio fare il paladino della psichiatria. Ci sono decine di psichiatri che possono parlare di questo mondo meglio di me. Io tramite la musica e le canzoni cerco di dare un piccolo apporto a questa problematica, e spero di riuscirci, anche perché Sanremo ti dà una grande visibilità. Mi scontrerò, magari, con un altro tipo di mentalità, quello più alla ricerca del gossip che dei contenuti. Ma quello che mi interessa è portare a termine questo lavoro che ormai mi tengo dentro da due anni”.


E che avevi già portato nella canzone dell’anno scorso, “Che bella gente”, in cui parlavi dei “matti”.

 

“Era proprio l’inizio di questo mio interesse, infatti portavo in giro uno spettacolo chiamato “Centro di Igiene Mentale”. Quella canzone è stata, diciamo, un piccolo antipasto del progetto. La canzone che porto oggi a Sanremo, invece, più che dei matti parla di una cosa che in Italia c’è stata ma che spesso non è conosciuta tra i giovani, e che è il manicomio”.

Pensi che questo tema sarà accettato facilmente da una platea abituata  alle canzonette d’amore?

 

“Non lo so. Sicuramente dipende dalla sensibilità di chi ascolta. Naturalmente non si può arrivare a tutti. Quello che interessa a me è poter aiutare, nel mio piccolo, certe persone, anche tramite iniziative benefiche”.

 

Il documentario verrà allegato in dvd al nuovo album.

 

“Sì, in un’edizione a tiratura limitata. Sono anche riuscito a tenere un prezzo bassissimo che corrisponde praticamente solo alla stampa del dvd, quindi sarà veramente se non un regalo, un incentivo alla divulgazione di questo documentario. Di questo devo ringraziare la casa discografica che non ha voluto speculare. Una seconda distribuzione avverrà tra qualche mese, allegata a qualche giornale e i proventi andranno per progetti artistici destinati a progetti artistici che coinvolgono malati psichici e ragazzi con disagi mentali”.

 

Tu sei molto legato alla figura di Rino Gaetano. Hai vinto un premio intitolato a lui e suonato con la coverband. Oggi, in qualche modo, te lo trovi come rivale sul palcoscenico.

 

“Sì, è buffa questa cosa, è anche emozionante, perché che Rino continui a vivere è solo un bene per la cultura italiana. Poi lui era un maestro di ironia e l’ironia a Sanremo viene spesso tenuta a distanza. Si preferisce magari la canzone d’amore… Io, comunque, sono molto felice di gareggiare, quest’anno, non solo con Paolo Rossi che è un artista enorme, ma anche con Daniele Silvestri e Fabio Concato, di cui sono un vero e proprio fan e di cui posseggo tutta la discografia”.

Arrivi a Sanremo vincitore del premio Tenco proprio nell’anno del quarantesimo anniversario della morte del grande cantautore. Senti la responsabilità di portare anche questa eredità?


“La responsabilità la sento soprattutto nei confronti delle persone che mi hanno assegnato questo premio, che sono i giornalisti e i critici italiani. Per quanto riguarda la grande massa, forse nemmeno sa che ho vinto la Targa Tenco. Ho ancora tutto da dimostrare. Tento di essere fedele a me stesso e continuare il mio percorso scrivendo canzoni sincere ed oneste”.

 

(intervista trasmessa da Radio TNA in Adesso in onda e pubblicata dal Giornale dell'Umbria)

(mms inviati da Simone e pubblicati su
www.cristicchiblog.net)

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 11:34 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: adesso in onda
venerdì, 23 febbraio 2007

E.F.V.


La percentuale delle volte in cui mi trovo d'accordo con le decisioni della Chiesa è pari all'otto per mille
.

Efv

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 18:35 | link | commenti | commenti
categorie: frasi
venerdì, 23 febbraio 2007

SORBARA, ROMERO E IL CRISTO-DONNA

Questa mattina, intervenendo alla conferenza stampa per la presentazione dello spettacolo Romero!, Corrado Sorbara - il regista della celebre processione-scandalo con il Cristo-donna, che ha confezionato questo nuovo spettacolo su misura per il vescovo di Terni Vincenzo Paglia (postulatore della causa di canonizzazione del vescovo di San Salvador, che l'ha fatto finanziare dalla Diocesi) ha detto che Oscar Romero è stato ucciso perché si era trovato tra due fuochi:

a destra c'era la dittatura e gli squadroni della morte

a sinistra c'erano i comunisti rivoluzionari

Romero stava al centro.

No, caro Corrado. Ti confondi con Andreotti. Oppure con don Abbondio.

Romero non stava al centro. Stava in alto.

Leggi CRISTO-DONNA: MOLTO RUMORE PER NULLA

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 17:42 | link | commenti | commenti
categorie: editoriali
venerdì, 23 febbraio 2007

23 2 32

Oggi alle 9 ho compiuto 32 anni.

Si accettano auguri!

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 11:59 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: diario
giovedì, 22 febbraio 2007

SANTA MARGHERITA, PATRONA DEI DICO

Oggi la Chiesa celebra la festa di Margherita da Cortona, l'unica santa della storia che non solo non è mai stata monaca, ma non era neppure sposata: conviveva.

Nata a Laviano, in provincia di Perugia, nel 1247, Margherita diciottenne va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove anni dopo. (La tradizione racconta di un cagnolino che la guida a ritrovarlo cadavere, in un bosco).

Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti, educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che si chiameranno «Poverelle», promuove l'assistenza gratuita a domicilio, si fa aiutare da famiglie importanti e nel 1278 fonda l'ospedale della Misericordia. Vive un periodo da contemplativa e una domenica ricompare a Laviano, per raccontare in chiesa, durante la Messa, le sue vicende giovanili, e per chiedere perdono. A Cortona spesso la gente va da lei, nella cella presso la Rocca dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese cittadine e nelle lotte con altre città. Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla Confraternita delle Laudi. Morirà a Cortona nel 1297.

Cortona è una bellissima città toscana, terra di frate Elia Bombarone (il primo capo dell'ordine francescano, considerato da molti 'traditore' di Francesco stesso), ma anche di Jovanotti e della famiglia Casali.

Con dubbio gusto, la chiesa l'ha fatta patrona delle prostitute redente. In realtà Margherita, con le prostitute redente, non ha mai avuto niente a che fare. Ma l'antico detto "Margherita da Cortona, che prima di fare la santa faceva la puttana" ci suggerisce la poca tenerezza provata, dalla Chiesa, nei confronti della sua intensa storia d'amore.

Da sottolineare che Margherita non solo non era una prostituta, ma nemmeno una "ragazza facile". La sua unica colpa era stata quella di innamorarsi di un uomo che non la volle mai impalmare.

Vista l'attualità della sua vicenda, io propongo Margherita come patrona di tutti quelli che amano con tutto il cuore ma non possono - per le ragioni più svariate - sposarsi in Chiesa.

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 16:35 | link | commenti | commenti
categorie: editoriali

Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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