ARNALDO CASALI

NEL MIO PICCOLO
mercoledì, 31 gennaio 2007

SAN VALENTINO: A TERNI EVENTI E ALBERGHI FANTASMA


“A Terni può capitare  che un turista in cerca di un albergo per la festa di San Valentino si ritrovi all’ospizio. Davvero un bel biglietto da visita per una città che vuole lanciarsi nel settore turistico”. 

Inizio con polemica per gli eventi valentiniani 2007. Le manifestazioni in onore del patrono si aprono ufficialmente oggi ma la città, a detta del consigliere comunale Federico Salvati, è tutt’altro che preparata ad accogliere i turisti attesi in occasione della festa.

“L’hotel del Teatro, l’albergo Roma, ma anche l’hotel Tiffany e la Domus Gratiae  - dice l’ex esponente dell’Udc - per non parlare del Centrale Minerva e di Villa Luisa. Secondo i cartelli indicatori sono questi gli alberghi pronti ad accogliere i turisti”. Alberghi e strutture che non esistono più da decenni, o che sono stati trasformati in case di riposo o in strutture sanitarie. “Eppure i loro nomi - prosegue Salvati - accompagnati anche dalla classificazione con le stelle, campeggiano ancora nei grandi cartelli gialli che si trovano in tutti i punti d’ingresso della città”. “Questi cartelli, come è noto a tutti coloro che girano il mondo per lavoro o facendo i turisti, assessori e dirigenti compresi, servono a indirizzare i visitatori che arrivano in auto verso gli alberghi e le strutture ricettive della città”.

Salvati annuncia un’interrogazione al sindaco e all’assessore al turismo per sapere di chi sia la responsabilità della gestione della cartellonistica per i turisti e perché in tanti anni non siano state sostituite le indicazioni per gli alberghi cittadini, e conclude con una battuta: “Verrebbe quasi da dire che c’è comunque una coerenza di fondo: eventi valentiniani fantasma, alberghi fantasma e – con ogni probabilità – turisti fantasma”.
E in effetti, se proprio fantasmi non si possono definire, di certo le iniziative messe a punto quest’anno da Comune e Diocesi hanno ben poco di evento e ancor meno di valentiniano: il cartellone che prenderà infatti il via oggi (con la presentazione del libro Come un pinguino di Marco Merlo, alle 17 alla libreria San Paolo e la rassegna Contrometraggi  alle 21 al Gazzoli) comprende oltre 80 appuntamenti, ma pochissimi di questi hanno a che fare con il patrono della città o con l’amore. 
D’altra parte non è certo un caso se una banalissima idea come quella di un concorso di poesie d’amore in occasione della festa di San Valentino sia venuta al Comune di Bussolengo (vedi box in basso) ma nella terra del protettore degli innamorati non ci abbia ancora pensato nessuno.

(da Il Giornale dell'Umbria del 1 febbraio 2007)

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 20:12 | link | commenti | commenti
categorie: cronaca
mercoledì, 31 gennaio 2007

I DANNI DELL'URGANO KYRILL IN POLONIA

ZAMOSC (POLONIA) – Tetti divelti, alberi abbattuti, linee elettriche saltate, automobili schiacciate, tanta paura e migliaia di famiglie rimaste senza elettricita’.
E’ questo il bilancio del passaggio dell’uragano Kyrill a Zamosc, nell’estremo est della Polonia, dove il ciclone che ha infuriato la scorsa settimana nel nord Europa provocando 40 morti e’ arrivato proprio alla vigilia di una delle piu’ importanti manifestazioni culturali dell’anno: il Sacrofilm, kermesse cinematografica interreligiosa promossa da Krzysztof Zanussi e gemellata con il festival “Cielo e Terra” di Terni, che si chiude oggi dopo una settimana di eventi che hanno visto la partecipazione anche di una delegazione proveniente dall’Umbria.
I danni maggiori a Zamosc – che si trova nel distretto di Lublino, al confine con l’Ucraina, conta 70mila abitanti ed e’ una delle citta’ piu’ importanti della Polonia sotto il profilo artistico–architettonico – l’uragano li ha fatti in una scuola (nella foto) dove la palestra e’ stata letteralmente scoperchiata.
“L’uragano – spiega Janusz Kawalko, giornalista del Lubelski Kurier – ha portato via ventilatori che pesavano 150 chili e distrutto anche alcuni muri, tanto da costringere il direttore a sospendere le lezioni”.
Nel centro della citta’ – opera di un architetto italiano e dichiarato nel 1992 patrimonio dell’umanita’ dall’Unesco – il vento ha abbattutto alberi e rischiato di distruggere il monumento equestre a Jan Zamoyski, il generale che fondo’ Zamosc nel 1580.
Anche la chiesa di Santa Caterina ha rischiato di essere scoperchiata: un danno scongiurato solo dalla rapidita’ dei Vigili del Fuoco, che sono stati impegnati in piu’ di 30 interventi in tutta la provincia. Danni ingenti sono stati registrati infatti in molti paesi del territorio: a Kolonia Bortaticzy il ciclone ha distrutto una fattoria, a Tomasz Lubelski un negozio di alimentari e a Pielaki il tetto di una casa, mentre alberi abbattuti hanno schiacciato camion a Bilgoraj Nadrzeczu e a Jozefowie.
I danni maggiori, comunque, restano quelli alle linee elettriche. “L’uragano ha messo fuori uso 360 trasformatori – spiega Piotr Powaga, addetto stampa dell’Azienda elettrica di Zamosc – lasciando 20mila abitazioni senza corrente”.
A differenza di quanto avvenuto in altre zone della Polonia a Zamosc il ciclone non ha causato morti, ma ha lasciato dietro di se’ una coda di maltempo continuata anche questa settimana con raffiche di vento e tempeste di neve che hanno colpito anche Torun – la citta’ di Copernico – e Olsztyn, capoluogo del Mazur, e che si sono placate solo ieri, primo giorno di sole nel nord est della Polonia.

 
 
postato da: ARNALDOCASALI alle ore 20:09 | link | commenti | commenti
categorie: cronaca
martedì, 16 gennaio 2007

PUNTATA 73

martedì 16 gennaio (venerdì 19 - domenica 21)

SUL TEATRO, IL CINEMA... E NIENT'ALTRO

In studio Riccardo Leonelli, attore

con la partecipazione di
Matteo Ceccarelli

Musica
Luca Carboni: Amando le donne, 1984 

Una bella promozione di "Sull'amore e nient'altro", secondo spettacolo dell'attore e regista ternano Riccardo Leonelli, in scena sabato 20 gennaio ad Amelia, e poi via con scoop e aneddoti su Michele Placido (che Riccardo conosce bene) e quant'altro.

Ascolta la puntata

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 11:37 | link | commenti | commenti
categorie: adesso in onda
domenica, 14 gennaio 2007

IL PAPA SCRIVE A BEPPE GRILLO?

Alle 16.15 di sabato 134 giugno Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog una lettera firmata Benedetto XVI.

Quando sono ancora stordito dalla notizia (che, inspiegabilmente, nessuna agenzia riprende) leggo tra i commenti che la lettera non è altro che una scopiazzatura dal celebre discorso di Ratisbona.

Controllo. E' vero.

A oltre ventiquattr'ore di distanza il mistero non è ancora risolto. Beppe Grillo non ha dato spiegazioni. Nessun giornale, se non Radio Radicale e qualche sito, ha ripreso la clamorosa notizia.

I casi sono tre:

- o Beppe Grillo ha architettato un clamoroso falso (forse sperando che qualche giornalista lo riprendesse)

- o qualcuno ha fatto uno scherzo, architettato molto bene, a Beppe Grillo

- o la lettera è autentica, ma papa Ratzinger si circonda di pessimi - davvero pessimi - ghostwriter totalmente incapaci a riciclare discorsi con stile.

A questo punto io davvero non so cosa pensare. Tutte e tre le ipotesi mi sembrano assurde e tutte e tre possibili.

Staremo a vedere. Ma resta curioso come la notizia sia stata clamorosamente ignorata da tutti i media. A questo punto qualcosa di clamoroso c'è di sicuro: o è il primo, clamoroso fallimento di Beppe Grillo, o è una clamorosa  svista dell'intera stampa italiana. Fatta eccezione per Radio Radicale.

Ecco comunque il link del post di Grillo, con tutti i commenti, tra cui tre miei, scritti a diverse ore di distanza, ma comunque sempre tra i primi duecento.

http://www.beppegrillo.it/2007/01/una_lettera_dal_vaticano.html

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 18:06 | link | commenti | commenti
categorie: letture
giovedì, 11 gennaio 2007

IL CIRCO CAPOSSELA

Acrobata della musica, domatore di strumenti, giocoliere della scena, equilibrista della melodia, clown dell’affabulazione.

 

Vinicio Capossela è un artista, nel senso più nobile e antico della parola, quello che aveva ai tempi di Leonardo e Michelangelo, prima che diventasse attributo di qualsiasi personaggio del mondo dello spettacolo, Elena Santarelli compresa.

 

L’artista è colui che è in grado di trasformare in arte tutto ciò che tocca, e così è Vinicio Capossela: interprete dalle mille voci, musicista di qualsiasi strumento (fosse pure una pistola giocattolo o una mascella d’asino), scrittore talentuoso, narratore di fiabe radiofoniche, cantautore coltissimo e popolare, compositore con “Il ballo di San Vito”, che non riesce mai a stare fermo e passa con disinvoltura dal jazz alla tarantella, dal blues al chacha-cha, dal fado a Celentano, dal valzer al sirtaki.


A chi, ai tempi del debutto con All’una e trentacinque circa, sedici anni fa, lo paragonava a Tom Waits e Paolo Conte, lui ha risposto con i canti popolari della sua terra, con arie balcaniche alla Goran Bregovic, con il mondo circense di Canzoni a manovella e, oggi, con un altro album “inclassificabile” come Ovunque proteggi, a confermare che non c’è genere né successo che possa contenere la sua esuberante voglia di cambiare pelle.


Un suo concerto non è uno spettacolo, è un’esperienza.

E allora non c’è da stupirsi che la data ternana del tour promozionale – domani sera, al teatro Verdi - abbia registrato il tutto esaurito in pochi giorni di prevendita e suscitato più attesa e interesse dello spettacolo - in esclusiva assoluta - di un artista di fama mondiale come Roberto Benigni.


Non male davvero, per uno cantante di nicchia, che in Tv non si vede dal 1998 (quando accompagnò Paolo Rossi nel suo Scatafascio), che fa canzoni inaudite, che nulla hanno a che fare con tutto ciò che si sente in giro, e che oltretutto, non pubblicava un disco nuovo da quasi sei anni.


Di nicchia, già, perché Capossela piace molto ai radical chic, che se lo vorrebbero tenere in una ristretta cerchia di estimatori in grado di comprendere i suoi mille riferimenti letterari, musicali, artistici. E invece, Vinicio, non solo è amato dalle ragazzine di vent’anni, ma si è permesso pure - con Ovunque proteggi - di balzare subito in vetta alle classifiche.


Un successo che ha sorpreso la stessa casa discografica, costretta a ristampare in fretta e furia il disco, subito sparito dai negozi.


Ma quale è il segreto di questo cantautore quarantenne con un nome che viene da Quo vadis?

 

Sarebbe fin troppo facile dire che la qualità paga sempre. Forse la ragione vera va rintracciata invece proprio nella sua adesione alla cultura popolare, dove il termine non si intende certo come commerciale, vale a dire semplice, orecchiabile,

omologato, ma nel suo significato più alto e profondo. 


La musica di Vinicio Capossela è popolare perché scava nelle nostre radici e fa riemergere una cultura che ci appartiene, ma che rischiamo di dimenticare (o abbiamo già dimenticato): una cultura fatta di bande di paese e di processioni, di valzer viennesi e serenate con la fisarmonica, di circo e di quadriglia, di Bibbia e Mille e una notte, di Bobby Solo e filastrocche a manovella, di mitologia greca e di antica Roma; di Natale, infine, e di San Valentino; feste alle quali Vinicio è tanto devoto da farci un intero concerto.

Domani, sarà uno di questi.

(Il Giornale dell'Umbria - 20 febbraio 2006)

postato da: ARNALDOCASALI alle ore 11:07 | link | commenti | commenti
categorie: recensioni

Chi sono

Utente: ARNALDOCASALI
Nome: ARNALDO CASALI
Nato a Terni il 23 febbraio 1975, mi sono laureato in storia medievale all'università "La Sapienza" di Roma con una tesi sull'umorismo in Francesco d'Assisi. Giornalista, sono direttore della rivista "Adesso" e della webradio RadioAdesso e collaboro con il Giornale dell’Umbria e Radio TNA. Faccio parte della direzione del festival cinematografico "Cielo e Terra" e della compagnia teatrale Altromestiere. Mi occupo del coordinamento di svariati siti internet, ma non capisco niente di informatica. Sono attore dilettante e scrivo talvolta dei racconti e delle poesiole, ma rigorosamente senza talento.

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